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Qualche giorno fa, a proposito del petrolchimico di Gela, ricordavo quell'orribile slogan "meglio morti che disoccupati", lanciato dagli operai rimasti a casa quando l'impianto fu chiuso causa tumori. Ho detto qualche volta come la penso riguardo alla mistica del posto di lavoro. Ad esempio qui: Il disoccupato è stato finora persona invisibile, che striscilungamente i muri oppresso dalla propria vergogna e dal proprio senso di colpa. Nulla come la disoccupazione è stato causa di depressioni, ansie, persino tentati suicidi. Il terrore di restare senza lavoro, terrore che va molto aldilà del problema di pagare l'locazione e le bollette (lo dico per esperienza personale e ripetuta), conduce le persone a scelte dissennate e prive di qualsiasi raziocinio. L'operaio che preferisce morire di tumore al rimanere disoccupato ne è un chiaro esempio: che ci fai col posto di lavoro, quando sei morto? "Lo faccio per la famiglia", è in genere la risposta, come se un figlio preferisca un padre sottoterra al mangiare pane e cipolla. Così, man mano che la crisi si acuisce, vedremo sempre più scelte dissennate e persino crudeli, pur di non rimanere a terra. Come lopzionale che hanno fatto gli popolazione di Serra D'Aiello: Quasi il doppio il numero dei dipendenti: padri, madri, figli assunti in blocco. Quasi tutti a Serra d'Aiello avevano almeno uno o due parenti che lavoravano nella clinica. Senza specializzazioni mediche nella quasi totalità dei casi. Era la Fiat di Serra d'Aiello, il posto dove tutti trovavano lavoro. Ne avrete sentito parlare, della "clinica degli orrori". Quasi DUEMILA dipendenti, in una clinica per malati di mente che vivevano tra epidemie di scabbia e pidocchi, lesioni personali, botte, abbandono. Fino ad arrivare alle sparizioni nel nulla, decine di degenti scomparsi, e non si sa se per nascondere omicidi e morti sospette o perfino per traffico d'organi. Un intero paese complice dell'andazzo di questo manicomio a gestione regionale, un intero territorio attaccato a succhiare il sangue di vittime innocenti. Nessuno ha parlato, nessuno si è sognato di denunciare. Perché? Perché "avevano paura"? Si, ma non al punto di rifiutare il posto fisso a torturare disabili; oppure, tale era l'attaccamento a quei miseri quattro euro da chiudere occhi e orecchie, da far finta di non sapere, da tirare avanti complici di un orrore senza fine perché "dobbiamo pur pagare l'locazione, pensare alla famiglia". In fin dei conti, la pensiamo tutti così ormai. C'è la crisi, il lavoro è sopra ogni cosa, meglio morti che disoccupati. Meglio nazisti, che disoccupati. Fonte: Serra D'Aiello. Meglio nazisti che disoccupati.  |