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Video: in incremento le visualizzazioni e il tempo speso online PDF Stampa E-mail
Scritto da Blogosfere Economia e Finanza   
Venerdì 05 Febbraio 2010 09:00
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Il totale dei flussi video per spettatore e il tempo passato sui video per spettatore a dicembre 2009, ha visto una crescita del 13% per spettatore, secondo i dati rilasciati da The Nielsen Company.

A dicembre 2009 Nielsen VideoCensus rivela che gli spettatori unici di video online hanno superato i 137 milioni, che rappresenta nel corso dell'anno un incremento del 10,3%. Google, Hulu, Viacom e Microsoft Digital sono in cima alla lista comScore come la proprietà con i video più visti, secondo Nielsen.

Fonte: Video: in incremento le visualizzazioni e il tempo speso online

 
Porci con le ali. PDF Stampa E-mail
Scritto da Blogosfere Economia e Finanza   
Venerdì 05 Febbraio 2010 11:52

PIGS, in inglese, significa "porci". Bel nomignolo affibbiato dalla stampa anglosassone ai peones dell'economia, quei mediterranei che amano tanto dipingere come degli sfigati poveracci. Portogallo, Italia, Grecia, Spagna. Ultimamente, alla paroletta si era annessione una ulteriore lettera I, PIIGS, per includere anche quei miserabili degli irlandesi. C'è persino una voce di Wikipedia.

In Italia si tende a non menzionare tale divertente acronimo usato internazionalmente. Si sa, qui i porci sono sempre gli altri. Però, stavolta, forse non abbiamo tutti i torti a pensarla così: scoccia un po', che mezzo mondo se ne stia ad aspettare la caduta dei porci mentre nasconde i propri stratosferici deficit sotto il tappeto.

E inoltre, non siamo esattamente stati noi a ridurre la finanza globale al porcile in cui si ritrova a sguazzare.

 

Ogni tanto alziamo lo sguardo attraverso la pioggia
Chiedendoci a quale stronzo dare la colpa
E stando in guardia dai maiali in volo

 
 

Fonte: Porci con le ali.

 
Defaults e Blade runners PDF Stampa E-mail
Scritto da Blogosfere Economia e Finanza   
Venerdì 05 Febbraio 2010 16:00

 

blade runners

 Una scena di "Blade Runner".

 Brutta giornata, ieri, sui mercati finanziari, le borse europee hanno sfondato i supporti di medio/lungo termine di slancio, la fifa è tornata a galoppare, iene, sciacalli ed altri "speculatori" trotterellanti al seguito.

Le virgolette sono d'obbligo. Le borse, sostanzialmente, sono da tempo, forse da sempre, il campo di battaglia SOPRATUTTO degli "speculatori", il cui ultimo scopo è lo scalping che fanno sugli andamenti e sulle oscillazioni, piuttosto che la tenuta del sistema. Se i segnali convergono a rogne, rogne siano, con tanti saluti alla "timida ripresa".

Nessuno stupore, quindi, visto che le rogne erano ampiamente segnalate, perfino sui media e sono quelle ben note: crisi finanziaria che si trasforma in crisi sistemica che peggiora la crisi finanziaria, strangolando i conti pubblici, il che distrugge la possibilità di finanziamento delle banche centrali e quindi in ultima analisi di tutto il sistema di un dato Stato. Lo so, lo so che le cose non stanno ESATTAMENTE così. Resta il fatto che i conti pubblici sono in fuga ovunque e lo sono a ritmo impulsivo. Certo: non tutti sono messi allo stesso modo, noialtri italiani abbiamo solo una crisi terminale del comparto industriale, delle istituzioni, dell'istruzione, della ricerca, ma, a parte questo, siamo messi meglio di altri, sopratutto perchè finora siamo stati tenuti a sufficienza fuori dai giochi ( mi fanno un po ridere, non da oggi, certi nostri banchieri che parlano della lungimiranza dei loro istituti).

Insomma: che la Grecia e la Spagna abbiano una situazione dei conti pubblici irridimibile ormai lo si dice chiaramente , sia nei mercati finanziari che  a livello istituzionale. Ci si sta preparando, in realtà, a fare terra bruciata tutto intorno ai nosti cugini mediterranei.

Da un momento all'altro potrebbero essere messi in quarantena, fuori dall'euro e/o  sottoposti ai diktat severissimi del fondo monetario internazionale e della BCE, secondo il più classico schema di "shock economy", finora mai sperimentato appieno su un paese del "nostro" lato dell'Europa.

La Spagna, sotto certi aspetti, è perfino messa peggio, perchè la disoccupazione continua ad aumentare, ad un ritmo di circa il 3% mese/mese ed ha raddizionato e superato il 20%, un livello da grande depressione, oltre il quale la stessa tenuta sociale di un paese viene posta in discussione.

La nostra classe politica, che rispecchia una elite di antichi rentier e ex-industriali decotti e tenuti artificialmente in vita non sapendo che pesci prendere, fa finta di nulla, compatta. Lo stile è il più classico degli "io speriamo che me la cavo".

Il bello è che anche gli Stati Uniti, mentre Wall Street disegna scenari catastrofici per questo o quel paese europeo ha parametri dei conti pubblici che sono, brutalmente, molto simili a quelli Greci.

Un rapido confronto?

Grecia:

Deficit pubblico ( fine 2009) 12.7%

Debito pubblico (fine 2009) 113%

Tasso disoccupazione (fine 2009): 9.1%

 

Usa:

Deficit pubblico ( previsioni per 2010) 10.6% (35% del budget statale)

Debito pubblico (fine 2009) 90%

Tasso disoccupazione 9.8%

Ed ecco la Spagna....


Spagna:

Deficit pubblico ( fine 2009)11.4%

Debito pubblico (fine 2009) 55.2%

Tasso disoccupazione (fine 2009) 19.8%

Poi ci sarebbe il Portogallo....

Deficit pubblico 9.3 % ...

Insomma, avete capito: quando il deficit si avvicina alla soglia, forse solo psicologica forse qualcosa di più, del 10% del PIL, cominciano a saltare gli equilibri e i mercati si inervosiscono.

Gli USA faranno eccezione? Credo di no. I maggiori creditori del paese chiederanno, prima garbatamente e poi a gran voce RIFORME STRUTTURALI, un severo pinao di rientro etc etc.

Proprio quello che gli USA, un paese che vive interamente sui debiti, non possono fare.

Quindi? Beh, risponderanno picche. Magari con un certo qual infastidito nervosismo visto che la lezioncina gli verrà impartita, in primo luogo, dai loro poco fraterni amici cinesi.

A questo punto si apriranno scenari di politica estera in vecchio stile, in cui al posto delle cannoniere sono le disponibilità e le leve finanziarie ad essere schierate. I cinesi sono in grado, a differenza degli USA, di reggere un confronto duro, anche se la cosa dovesse avere un impatto disastroso in termini economici e sociali. La struttura dello stato essendo quella che è.

In Usa anche solo a sentir parlare di tasse ai più ricchi diventano compattamente idrofobi. Figuriamoci trasformarsi in un paese di risparmiatori...

Tempi? Chi lo sa. La Storia ha una sua logica che è visible ma i tempi del suo dispiegamento sono, storicamente, POCO prevedibili. Il crollo dell'Euro, tra parentesi, fa malissimo all'economia USA (ed anche a quella Cinese, Giapponese, Indiana...).

Sintesi finale:

Il rischio di default che viene ritenuto concreto per la Grecia, un piccolo paese, che potrebbe anche essere salvato per i capelli da una "pelosa" azione di salvataggio concertata e per la Spagna ( che invece potrebbe mettere a rischio la moneta europea) è MOLTO più elevato per gli USA, semplicemente troppo grossi per essere salvati dal resto del mondo, in caso di crollo della fiducia, più o meno pilotato. Obama non corre sul filo del rasoio. Ci pattina. Con i pattini da ghiaccio.

Ququalche comincia ad accorgersene.

 

Fonte: Defaults e Blade runners

 
Edilizia, arriva il maxicondono? PDF Stampa E-mail
Scritto da Blogosfere Economia e Finanza   
Venerdì 05 Febbraio 2010 12:26
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Di Rosario Mastrosimone

Mentre ad Ischia va in scena una piccola guerra civile tra gli popolazione di alcune centinaia di palazzi abusivi e le forze dell'ordine che dovrebbero garantirne la demolizione, in Commissione Affari Costituzionali al Senato due esponenti del PDL, Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli propongono un nuovo maxicondono edilizio con un emendamento al decreto milleproroghe.

Il nuovo condono, se approvato, si applicherebbe anche agli abusi commessi contro i beni ambientali e paesaggistici, ed anche se antecedenti al 2003, e di fatto spazzerebbe via anche le sentenze di condanna, penali ed amministrative, già passate in giudicato alle quali non sia stata data ancora esecuzione.

Continua a leggere su Sostenibile.

Fonte: Edilizia, arriva il maxicondono?

 
PIGS, ecco chi sono (e perché ce ne vergogniamo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Blogosfere Economia e Finanza   
Sabato 06 Febbraio 2010 08:00
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Di Debora Billi

PIGS, in inglese, significa "porci". Bel nomignolo affibbiato dalla stampa anglosassone ai peones dell'economia, quei mediterranei che amano tanto dipingere come degli sfigati poveracci. Portogallo, Italia, Grecia, Spagna. Ultimamente, alla paroletta si era annessione una ulteriore lettera I, PIIGS, per includere anche quei miserabili degli irlandesi. C'è persino una voce di Wikipedia.

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Fonte: PIGS, ecco chi sono (e perché ce ne vergogniamo)

 
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